lunedì 26 marzo 2012

Chapter 15: Treasure Hunt

Ne ho organizzate un sacco di cacce al tesoro, più o meno una per ogni campo scuola che ho fatto...e anche qualcuna di extra per la Cleer a dire il vero! Bene, stavolta è giunta finalmente l'ora di vestire i ben più divertenti panni del cacciatore. Nonostante la treasure hunt cominci al mattino dopo una party-night decidiamo di formare il gruppo da 5 richiesto per partecipare: tutti italiani ovviamente. Ci chiediamo a vicenda chi abbia internet sul suo smartphone, che non guasterebbe affatto considerato che la nostra conoscenza di Aalborg è piuttosto ridotta. Okay, nessuno, dovremo cavarcela con le nostre forze. Mi alzo a fatica ancora un po' intontito. Tra l'altro devo aver abusato di quel maledetto postponi della sveglia: straaaritardo! Colazione velocissima e sono già in sella. Impossibile ma vero: ho il vento contro per tutto il viaggio. Per andare giù in discesa mi trovo costretto a pedalare...roba da non credere. Arrivo comunque in tempo, alla Student House danno cappuccino e brioches gratis... mi faccio bastare un bicchiere d'acqua, la meglio cosa dopo una corsa del genere! Divisi nei gruppi riceviamo i fogli con le domande, sembrano impossibili. Non ci perdiamo d'animo, anzi usciamo subito alla ricerca del primo checkpoint. Siamo addirittura in anticipo sul tempo dato che per errore, sia chiaro, partiamo 15 minuti prima dello start ufficiale. Ah sì, non l'ho detto, siamo io, Federico, la Martina, la Chiara e Francesco (come da foto - io la sto scattando). Le prime due tappe sono fatte in pochi minuti! Siamo lanciatissimi e per non sprecare tempo decidiamo anche di catturare fotografie di tutti i dettagli che testimoniano le risposte esatte in modo da poter ricontrollare tutto durante il percorso. Gli indizi non sono niente di che...voglio dire, sono semplici frasi che ti mandano in un posto specifico dove devi dedurre qualcosa di particolare (vedi foto finali). Dopo aver attraversato il sottopassagio della stazione di piazza Kennedy arriviamo ad un parco che ci sbatte in faccia i tipici colori autunnali. La foto qua in parte parla chiaro. Prima di apprestarci a contare le statue che fiancheggiano il viale alberato e dare così la nostra terza e sicura risposta indugiamo sul bordo di una grande fontana rotonda. Francesco fa per buttarci dentro la Chiara, io arrivo da dietro come un perfetto bastardo e faccio finta di spingerli dentro tutti e due. Scherzone riuscito, non foss'altro che per il fatto che, nel dimenarsi per liberarsi dalla mia presa, Francesco mi abbia fatto cadere di mano il foglio degli indizi. Ebbene sì, cadere dentro alla fontana.
Attimi di disperazione: un epic fail di dimensioni cosmiche. "Come cavolo ho potuto mollarlo?" - mi chiedo. "Porco demonio, veloci qualcuno mi tenga il braccio che cerco di calarmi dal bordo e prenderlo!" - dico. Nessuno mi dà retta, scendo lo stesso dal muretto più alto per tentare di avvicinarmi ai fogli ormai bagnati con la punta della scarpa. Niente da fare: ormai è troppo tardi. Quel famoso vento che prima mi ha ostacolato nell'arrivare downtown continua a rendersi antipaticamente partecipe nella giornata odierna. Pochi istanti e i nostri indizi finiscono nel bel mezzo della fontana, trasportati in superficie ma sempre più inzuppati. E con loro si allontanano anche le nostre speranze di portare a termine la caccia. Stavamo andando così bene porco quel demonio! Futili tentativi di smuovere l'acqua con un ramo o provocare onde per sospingere i fogli dall'altra parte si succedono fino a quando decidiamo di desistere e aspettare il prossimo gruppo: fotograferemo i loro indizi e ricostruiremo dalle foto le prime risposte. Detto fatto: dopo qualche minuto le due ragazze tornano con la versione digitale di ciò che dobbiamo fare. Si riparte...! Perdiamo qualche altro minuto a contemplare un'opera d'arte dedicata alla musica. Parallelepipedi sezionati da piani obliqui sorgono su un prato a commemorare i più grandi musicisti mondiali. I più rilevanti possono contare di moderni "menhir metallici" che riproducono frammenti di una loro canzone. 
Le tappe ci portano al fiordo e poi al castello, ormai la caccia al tesoro è passata in secondo piano. Come si fa a lasciar scivolare via l'occasione di visitare dei posticini di Aalborg così carini e suggestivi?! Decidiamo che assaporare il percorso vale di più che arrivare primi con tutte le risposte giuste. Facciamo foto su foto, artistiche e talvolta autistiche. Un indizio ci chiede quando costino gli hot dog più economici della città (ovvero in un takeaway vicino a Vestebro). Non perdiamo l'occasione e ne gustiamo per una manciata di corone. Camminando camminando arriviamo alla fine dell'iter previsto. Siamo di nuovo alla Student House dove ci aspetta una rilassante cioccolata calda con panna. Non prima ovviamente di aver ricompilato un nuovo foglio con le risposte che abbiamo raccolto e segnato giù sull'iphone della Chiara. Spiegando il pettino che ci è capitato butto là al ragazzo che ci meriteremmo la vittoria solo per tale imprevisto e per come l'abbiamo affrontato. Mi dice di fillare i nuovi fogli che stanno facendoi conteggi. Credo che non se ne parli di darci punti bonus ahahahaa. Dopo un po' comunicano i primi tre gruppi, non so cos'abbiano vinto: consegnano loro una cartolina che mi auguro sia ben più di un biglietto ricordo. Comunque noi siamo fuori dal podio. Poco male, ci facciamo una partitina a biliardo e poi ci salutiamo consapevoli di dover assolvere ognuno i propri doveri domestici di pulizia e sistemazione cianfrusaglie varie. Dopo cena serata tranquilla in Kollegium: ci guardiamo Death Race in tv room dopo aver giocato un pochetto a ping pong. Alla fine dei conti... una bella giornata ricolma di impressioni, emozioni e riflessi policromatici.


















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